La Luna è il quarto arcano del terzo settenario, e indica un ristagno nel percorso iniziatico che il nostro personaggio ha intrapreso. Dopo la rovina della Torre e la rinascita delle Stelle, c’è un momento di confusione e di debolezza che rende difficile avere fiducia nel futuro quando la realtà che ci circonda è avvolta nell’ombra e densa di pericoli.
Malgrado ciò, la luna in questione è crescente, quindi mostra che la natura ha modo di riprendersi da qualunque avvenimento negativo. Infatti il volto dell’astro è rivolto a sinistra, sia nei disegni che lo rappresentano con un viso femminile, sia quand’è più stilizzato. Ai lati della lama vi sono due torri che sono un’eco della carta n.16, ma queste sono intere: sono le porte di un mondo dove è meglio non sconfinare, perché ci si perderebbe.
La Luna infatti parla di credulità, alterazione mentale, inganni del nostro inconscio più che perpetrati da altri, incubi e dipendenze da medicine, alcool o sostanze. Due cani sono a guardia del sentiero, come monito alla persona che si sta incamminando su una via pericolosa. Di solito uno è bianco – un richiamo alla necessità di restare con un animo pulito – e uno nero, che vigila sulle necessità materiali. Molte volte quello bianco è palesemente la volpe del Matto, o quello nero è un lupo che simbolicamente è aggressivo e scoraggia la possibilità di sorpassarlo.
Al centro c’è un laghetto dalle acque scure nel quale c’è un gambero, che incarna il rimorso o un blocco che arriva dal passato.
Nei Tarocchi di Marsiglia, dalla Luna piovono gocce d’acqua, dividendo la figura nei piani celesti – il pianeta -, terrestri – gli animali – e aquatici – il laghetto. L’acqua è increspata dall’influsso lunare; qui è più chiara l’adesione del tarocco ai misteri femminili come il ciclo e la gestazione, e il residuo della parte peggiore degli insegnamenti della madre. I traumi infantili vengono a galla e paralizzano le imprese. Qui ambedue i cani sono chiari, celeste e rosa carne come i colori della Torre, mostrati come forze avverse totalmente provenienti dal vissuto dell’individuo, perché con tinte umane.
Quando la carta è estratta nella lettura mostra che il consultante sta attraversando un periodo di debolezza e/o frustrazione perché impossibilitato a convertire le idee in azioni. Le apparenze sembrano verità e si subisce il fascino di persone scaltre e false che hanno interesse a confonderci. I fantasmi del passato ci tormentano e ci sentiamo indifesi: è consigliato l’aiuto di una figura come uno psicologo o un Maestro di vita.
Quando esce capovolta, la Luna non è molto differente; in questo caso inizialmente è meno virulenta, perché non possiamo nemmeno capire di avere un problema. È anche meno paralizzante, perché riusciamo a velare le emozioni negative non riconoscendole, rimandando il momento di vederle e affrontarle. Nessuno ci fa qualcosa di male, ma non capiamo i sentimenti sinceri di chi ci ama e così perdiamo delle occasioni.
Il segno zodiacale corrispondente al tarocco è l’Acquario. Nella sua manifestazione negativa l’Acquario è incostante, infedele e imprevedibile. Il suo modo di ragionare del tutto peculiare non è comprensibile alle persone che lo ascoltano, e questo crea una lontananza, per quanto involontaria. Esperienze di viaggi astrali o tentativi di sfuggire alle regole del nostro ambiente.
La lettera della Kabbala appartenente al tarocco è Tsadè: questa è legata alla fondazione di un diverso modo di vivere, in cui ci si allontana dalle cose concrete per ripiegarsi e indagare nel proprio mondo interiore. L’orizzonte appare confuso ma anche avvolgente con le sue illusioni, le alterazioni che le forze ultraterrene apportano su ciò che sarebbe ordinario e normale. È legata alla trascendenza.







