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MITI E SEGNI

MITI E SEGNI

MITI E SEGNI: Ogni segno zodiacale – come la valenza di ogni pianeta, – deriva dai miti. L’ Astrologia ha origini dibattute tra l’Egitto e la Mesopotamia, ma i simboli come noi li conosciamo sono quelli adattati alla mitologa greca. Scopriamo insieme il racconto principale tra i tanti episodi che si rifanno ad ogni segno!
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Ariete

Il vello d’oro:

Elle e Frisso, perseguitati dalla matrigna Ino, cercarono di fuggire sulla groppa dell’ariete magico Crisomallo. Elle però cadde in mare, mentre il fratello arrivò sano e salvo. Questo mito parla della difficoltà della donna Ariete ad adattarsi al ruolo patriarcale che la vede lasciata indietro, a favore dell’affermazione di qualcuno che sarebbe stato, in realtà, pari a lei. In seguito il vello dell’ariete sacrificato venne sottratto da Giasone grazie alla maga Medea, ma lui la abbandonerà senza scrupoli. Lei, come terribile vendetta, ucciderà i loro figlioletti. Decisamente un racconto di femminismo ante litteram, dove per “omicidio” dobbiamo intendere liberazione dal ruolo di moglie e madre. Per l’uomo è uno dei segni più facili da vivere; si traduce in azione e semplice compimento dei propri interessi.
ipersensibile, e lui si sente trascurato.

Toro

Il Minotauro:

Il mito vede tre volte la figura preponderante di questo animale; per primo, il toro in cui Giove si trasformò per rapire Europa, che darà alla luce il Re Minosse. Questi chiederà a Nettuno di donargli un toro come simbolo del riconoscimento divino al suo regno, anche se lui era un figlio illegittimo. Quando si rifiutò di sacrificarlo, per punizione il dio fece innamorare del bellissimo toro bianco sua moglie Pasifae. Vediamo qui l’appetito erotico del segno, che non riconosce confini o ostacoli, ed è molto orientato alla riproduzione. Da questa unione nascerà il Minotauro, un mostro metà toro e metà uomo, che mangerà sette ragazze e sette ragazzi ogni anno, offerti perché non si scatenasse su Creta. Nella sua espressione negativa, il Toro “divora” quello che ha intorno, considerandolo sua proprietà.

Gemelli

Castore e Polluce:

I Dioscuri (tradotto: figli di Zeus/Giove) sono gemelli, ma di due padri diversi, ed in realtà hanno anche due sorelle, che non vengono però rappresentate figurativamente nel segno. Infatti Leda concepì – nella stessa notte – da Giove Polluce ed Elena, dal marito Castore e Clitemnestra. Si nota subito come la natura dei Gemelli sia duplice (no, non sono quattro personalità, ma ognuna possiede una sfumatura di maschile e femminile) e come possano alternarsi tra comportamenti molto elevati ed altri scaltri e ingannevoli. Quando Castore fu ucciso, Polluce rinunciò a metà della sua immortalità per salvare il fratello. Questo infatti è il segno dell’amore fraterno, o verso i coetanei. La loro popolarità come figure positive è celebrata anche nei Tarocchi, dove nei mazzi classici sono disegnati al centro del Sole.

Cancro

Diana ed Endimione:
Per alcuni studiosi questo racconto va attribuito a Selene, la dea più “primitiva” della Luna, non a Diana, ma la storia resta invariata. La dea, che amava anche le sue compagne di caccia, vide lo splendido principe Endimione addormentato e perse la testa per lui. Chiese quindi a Giove di concedergli l’eterna giovinezza, e anche di mantenerlo dormiente perché lei potesse visitarlo. Il Cancro infatti è estremamente romantico, ma non esita a “bloccare” l’amato pur di non perderlo. Anche l’aspetto fisico incredibilmente giovanile a qualsiasi età è riconoscibile in questo mito; infatti la Luna, che cambia faccia quattro volte al mese, rinnova le cellule epiteliali del volto. Questo è un amore un po’ infantile e rende sognanti: Endimione è sprofondato nel sonno eterno con l’aiuto di Hypnos, per cui “dorme a occhi aperti”.

Leone

Apollo e Dafne:
Apollo si vantò con Cupido di essere un arciere migliore di lui, e questi, offeso, lanciò una freccia d’oro nel cuore del dio – per farlo innamorare – e una di piombo in quello della ninfa Dafne – per causare repulsione. Apollo si innamorò follemente della fanciulla, ma lei gli sfuggì, giungendo alla fine a chiedere aiuto alla madre terra, Gea, pregando di trasformarla in pianta pur di non dover cedere all’inseguitore. Il suo corpo mutò, e Apollo raggiunse solo un albero di alloro. Molti i riferimenti al Leone: l’oro, il metallo del segno, l’Amore – che appartiene appunto al Leone, e il serto di alloro che si usa per incoronare i vincitori, tanto da assumere più importanza di un oggetto costoso. Il Leone è destinato ad inseguire le persone che più lo respingono, perché è proprio questo che aumenta il loro valore ai suoi occhi.

Vergine

Il ratto di Proserpina:
Proserpina era una giovanissima fanciulla che viveva con la madre Cerere, dea delle messi. Plutone si invaghì della ragazza e fuoriuscendo dalla terra la rapì portandola nell’Ade. Cerere impazzì di dolore, e non fece più crescere il raccolto – i cereali appartengono al segno – minacciando di far morire gli uomini di fame se non avesse riavuto la figlia. Ma Proserpina aveva accettato di mangiare del melograno, quindi si era nutrita di un cibo dei morti. Infine l’accordo la vide sei mesi sulla terra, nelle stagioni in cui dà frutti, nei mesi nella casa dello sposo Ade, quelle del terreno sterile. La Vergine ha una doppia inclinazione, il celibato/nubilato o una forte pulsione fisica che cerca di mantenere “all’oscuro”. È interessante notare come il melograno, non la mela, sia il frutto di Eva; rappresenta la conoscenza che fa perdere l’innocenza.

Bilancia

Cupido e Psiche:
Psiche era una giovane di tale bellezza da essere paragonata a Venere. Questa si arrabbiò, e ordinò al figlio Cupido di colpirla per farla innamorare di un mostro; ma per sbaglio ferì se stesso, e impazzì per lei. I sentimenti e la mente non possono essere divisi, aspirando alle unioni felici come vuole la Bilancia. Psiche viene portata nel palazzo di Cupido, ma non può mai vederlo alla luce; deve fidarsi della sua percezione, e qui vive felicemente. Una notte però cedendo alle insinuazioni delle sorelle cerca di illuminare il viso dello sposo, e lui si sveglia e la scaccia. Psiche dovrà attraversare molte prove apparentemente impossibili, ma sarà aiutata da diversi dei, finché riconquisterà lo sposo. Essendo le fiabe miti moderni, è evidente la derivazione di Cenerentola, che affronta prove uguali, come dividere delle granaglie, aiutata da animaletti domestici.

Scorpione

Orione il cacciatore:
Orione era un gigante di bellissimo aspetto che corteggiò la figlia di Enopio, che lo fece accecare; (il segno è legato al buio) si rifugiò su un’isola e lì la dea Eos, l’aurora, gli donò di nuovo la vista e lo sposò. Fu lungamente fedele, ma un giorno incontrò le Pleiadi, sette affascinanti sorelle e le inseguì senza tregua, finché Diana, che aveva rifiutata, si vendicò inviando un enorme scorpione. L’animale si nascose sottoterra nella sua tenda e quando il cacciatore tornò per riposare lo uccise col pungiglione velenoso, e con lui il suo cane Sirio. Giove, dispiaciuto, lo trasformò in costellazione e gli pose accanto il cane. In questo mito ci sono la pericolosità del segno e la sua opposizione al Toro, visto che le costellazioni si fronteggiano; invece La costellazione dello Scorpione, sorge quando quella di Orione tramonta, così che non debbano più incontrarsi.

Sagittario

Chirone:
Chirone era uno dei figli di Saturno, e come tale fu abbandonato; ma Apollo e Minerva lo salvarono, crescendolo buono, intelligente e colmo di qualità. Il Sagittario ha natura umana e bestiale, ed in genere i Centauri erano noti per l’estrema violenza, lasciando predominare la parte irrazionale. Chirone invece evidenzia solo i pregi del segno: è infatti versato nell’insegnamento, la medicina – il suo primo allievo fu il semi-dio Esculapio -, l’erboristeria, l’astronomia, l’astrologia e l’uso di alcune armi da guerra. Fu lui a salvare Achille quando una caviglia gli rimase ustionata durante il rito per renderlo invulnerabile, saldandola con l’osso di un gigante, rendendolo ‘Achille piè veloce’. La sua fu una morte lenta e dolorosa, ma la usò per compiere un ultimo gesto altruista. Il suo mito evidenzia il legame de segno con la cultura superiore.

Capricorno

Pan e Tifone:
Il dio Pan era un fauno, quindi dotato di piedi caprini, corna, e un grande ardore sessuale. Dal suo nome – che significa anche “tutto” in sanscrito – deriva il “timor panico”, quindi il vero e proprio disturbo dell’attacco di panico. Questo era ispirato dal dio con le sue grida di guerra, che facevano fuggire i nemici, ma anche lui lo sperimentò. Durante la titanomachia, lo spaventoso Tifone fece fuggire gli dei. Pan, terrorizzato, si immerse in acqua fino alla vita, mimetizzandosi trasformando la metà del proprio corpo in pesce. Diventerà così la costellazione del Capricorno, che mostra la parte superiore rampante, dedita a scalare le montagne – l’ambizione del segno – mentre la parte inferiore evidenzia doti spirituali e sacrificali, che sono mantenute celate sotto il pelo dell’acqua. Con l’avvento del cristianesimo, la sua figura divenne quella del diavolo.

Acquario

Prometeo:
Il mito di Prometeo parla della liberazione dall’ignoranza, e dall’autorità e il patriarcato simboleggiati dal regno di Giove che manteneva uno stretto controllo sulle facoltà donate agli uomini, per altro creati fisicamente proprio da Prometeo col fango e dotati di anima con una scintilla di fuoco divino. Prometeo rubò per aiutare le sue creature, prendendo l’intelligenza e la memoria dallo scrigno di Minerva, e il fuoco degli dei perché sviluppassero delle capacità tecniche. Si vedono l’odio dell’Acquario per le gerarchie, i totalitarismi, e la fiducia nel progresso e i pari diritti. Quando Giove tolse il fuoco alla razza umana, Prometeo lo prese nuovamente dal carro del Sole (sottrazione al Leone, suo opposto) e fu punito per lunghi anni restando incatenato ad una roccia dove la feroce aquila Aithon gli mangiava il fegato tutti i giorni.

Pesci

La nascita di Venere:
Teniamo conto, in questo mito, che malgrado gli antichi greci conoscessero le caratteristiche degli animali, consideravano i delfini pesci, seppur mammiferi. Dopo la castrazione, il seme di Urano cadde nel mare vicino a Cipro, trasformandosi in una magica schiuma dalla quale si formò Venere, che emerse in una conchiglia. Dal mondo confuso e creativo delle acque, la Bellezza vede la luce, e porta agli umani il dono della seduzione, del piacere e della Piccola Fortuna, seconda solo a Giove. Due delfini, riconoscendo la dea, trainarono la conchiglia fino a riva e furono ringraziati per l’eternità diventando la costellazione dei Pesci. I nativi sono inconsapevoli di alcune regole, perché provengono da un mondo insondabile, più vasto di quello delle terre emerse. Venere si considera Esaltata nei Pesci, nei quali si esprime con maggior forza.




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